The Blackjack

Esiste qualcosa di così importante da meritare una descrizione?
luglio 2 2008

Puri di spirito...

Mi riallaccio, parzialmente, al post precedente ed esprimo tutta la mia meraviglia: siamo un Paese di puri di spirito!

E' bastato che la destra vincesse le elezioni e zac, come per magia i grandi intellettuali e pensatori italiani si sono scatenati ritornando, improvvisamente e come per miracolo, dei puri di spirito. Si vogliono prendere le impronte digitali ai bimbi ROM? Vade retro! Non fa nulla se, nel giro di un paio d'anni, saranno prese d'ufficio a tutti coloro, grandi e piccini, che richiederanno il passaporto.

Si vuole fare in modo che una parte della Magistratura - ricordate l'avviso di garanzia del 1994 annunciato in anteprima al Corriere della Sera? - non si permetta di interferire in cose politiche che non la riguardano? E rieccoli i protestatori puri di spirito.

E sul WEB è la stessa cosa: i puri di spirito sono tornati. E' stato sufficiente dargli un nemico vero, che questi senza nemico non sanno cosa fare. Personalmente mi sono rotto i coglioni di questa specie italica. Ma li avete mai visti organizzare una manifestazione per la pace che riguardasse un luogo dove non ci sono gli americani? Sarebbe semplicissimo e non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta.

Li avete mai visti protestare perché Visco pretendeva di farsi gli affari suoi con la Guardia di Finanza? Oppure scandalizzarsi per il "Finalmente abbiamo una banca" o il "Facci sognare" di fassiniana o d'alemiana memoria?

Io mai e mi sono rotto i coglioni! Avete perso le elezioni, non contate un cazzo, statevene buoni e attendete fra cinque anni che, nel frattempo, avete già la preoccupazione di non scendere ulteriormente sotto al misero 30% al quale vi siete ridotti a forza di "Yes I can!".

Io, di questi puri di spirito sinistri, sempre pronti a fare i gay col culo degli altri, non ne posso più.

Blackjack.
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categoria: politica, riflessioni


giugno 14 2008

Viaggi: andata e ritorno.

Tornato e non è che l'evento mi renda molto felice: dopo giorni di sole stupendo incappo in un clima da schifo. Parola che, se trovo chi ha inventato la cagata del global warming, lo mando a spasso in costume da bagno in questi giorni di giugno inoltrato e poi vediamo se è ancora così convinto.

Vabbé, non ve ne potrebbe fregare di meno e credo che nemmeno il resto vi interesserà, ma quando me ne sto per un po' di tempo, lontano dal nostro paesello, riesco a vedere le nostre pecche con una lucidità che è impossibile avere se ci campi, quotidianamente.

La conclusione alla quale sono arrivato è molto poco esaltante: siamo una civiltà in piena caduta libera e, se non ci diamo una mossa, nel giro di dieci anni e non uno di più, il resto del mondo ci mangerà in testa. Bisogna andarsene dalle nostre comodità e dai nostri finti problemi per respirare la rabbia che anima persone con debiti da riscuotere vecchi di decenni, a volte di secoli, per tentare di capire.

Stanno arrivando per chiederci il conto e sarà salato: con scarse o nulle possibilità di trattare il prezzo. Stanno arrivando con una voglia di fare e di emergere che, forse, solo i novantenni ricordano; anche se ne dubito. Stanno arrivando con un livello di istruzione che noi, con le nostre Università del cazzo, nemmeno ci sogniamo (se non per qualche raro caso da giornale, ma che non fa sistema). Stanno arrivando con principi e ideali che noi abbiamo smarrito e affogato nella bambagia del benessere. Stanno arrivando con la capacità di combattere che, da noi, non ha più nessuno; nemmeno chi dovrebbe.

Insomma, se avete figli o pensate di farne, c'è un solo consiglio che vi posso dare: smettetela di trattarli come principi e fategli sudare la vita. Via da casa, fuori a sgobbarsi ogni singolo obiettivo. E', forse, l'unico modo per sperare che riescano, una volta raggiunta l'età adulta, a cavarsela: che imparino da subito com'è la realtà, prima che la realtà gli arrivi dove non batte il sole; e senza preavviso.

Lo so, sono tragico e diretto, ma è quello che succederà: preparateli e preparatevi.

Blackjack.
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giugno 1 2008

Umanità 2

“Porca puttana! Che cazzo fai?”

Esistono luoghi, in questo nostro mondo, abilmente ignorati. Nessuno ne parla, nessuno è interessato a parlarne: nessuno ne vuole parlare. Zone franche comode a tutti. Devi triangolare denaro? Spostare organi? Acquistare un party intimo per amici perversi e bimbe con meno di dieci anni? Giocare cifre improponibili? Vi serve uno stinger? Qualche kalashnikov d'occasione? Una Rolls scontata, e rubata, per sentirvi Re in trasferta? Luoghi così esistono.

Non preoccupatevi, non li troverete raccontati da Repubblica e neppure dal Giornale. La Magistratura nemmeno immagina di aprire inchieste in loco: gli arriverebbe un pernacchio peggio di uno tsunami.

Siete curiosi? Fatemi un fischio e al prossimo viaggio vi farò da guida; solo se avete lo stomaco forte, la coscienza assente e un certificato medico che lo attesti. Sono stati a gestione familiare, magari con l'appoggio esterno della superpotenza di turno. Il capo famiglia di uno di questi stati gioca a carte. Lo conosco da anni e di solito ci incrociamo a Montecarlo, raramente Venezia, ché anche se hai la barchetta da 100 metri nessuno la vede; il porto è lontano.

Dodici anni. Me lo presentò il Direttore di Banco di un Casinò; un vero ambaradan quella sera e il tavolo che mi attendeva andato a patrasso. Uno degli invitati si schiantò con la Ferrari una ventina di km prima; probabilmente distratto dalle gambe della rossa che lo accompagnava. Nessuno guarderà più quelle gambe: maciullate dal motore che le accarezzò le autoreggenti firmate. Una carezza fredda.

L'incidente mi costò, più o meno, 300.000 euro. Il capo famiglia, oltre ad essere un discreto giocatore, quella sera aveva la dea fortuna infilata in qualche luogo recondito. Fu comunque un ottimo investimento; ai dilettanti ispirano sempre simpatia i perdenti e lo so, sono prosaico, ma una rondine non fa primavera. Mi risarcì più che abbondantemente, negli anni successivi, con la leggerezza tipica di chi non fatica. Memorabili le sue feste sulla 'barchetta'.

L'unico errore che commisi, all'interno di questa strana 'amicizia', fu accettare l'invito per una partita nel suo Casinò. A casa sua. Organizzò tutto con la precisione di un esperto di logistica; si premurò persino di farmi trovare personale di servizio selezionato fra tutti quelli che conoscevano almeno cinquanta parole di italiano. Partenza da Milano in Business Class, scalo a Francoforte e destinazione un aeroporto scalcinato. Atterriamo e una limousine immacolata è parcheggiata a fondo pista, l'autista in livrea in attesa e la hostess che mi accompagna sorridente.

La scena mi restituisce la stessa impressione dei documentari umanitari che osannano l'uomo bianco quando visita una favelas brasiliana: fuori posto.

Lui, il capo famiglia, mi attende comodamente seduto, sorridente, abbronzato e non è necessario nemmeno il visto sul passaporto: aveva pensato a tutto e il responsabile della dogana avrebbe apposto il timbro in albergo; l'ospite non doveva essere disturbato. Quasi due ore di strada dall'aeroporto al suo regno, con i vetri oscurati a mascherare un paesaggio antico popolato da case vecchie, tetti in legno grezzo, contadini chinati a zappare e seminare a mano, oche e polli a starnazzare e fuggire con le donne, di stracci vestite, a raccogliere le vittime troppo lente e inveire.

Un salto nel tempo attutito dall'aria condizionata, i sedili in pelle e la musica classica. Il meglio del comfort, una perfetta sceneggiatura americana.

Il suo Hotel è maestoso: a testimoniare la grandezza di un despota. Ci fermiamo, il portiere si precipita ad aprire. Lui scende, io lo seguo e un bimbetto ossuto, sporco, con due occhi marrone immensi corre rapido, la mano tesa per l'elemosina e sorride. Non ho nemmeno il tempo di estrarre una banconota dalla tasca, sento il capo famiglia imprecare e muoversi. Sento un colpo. Colt 45 a tamburo, canna corta, finemente decorata a bulino. E' devastante, la gamba si spezza, schizzi di sangue macchiano il tappeto dell'ingresso e il cofano della limousine, il bimbo urla tutto il dolore di una generazione sprecata, mentre il portiere, efficiente e rapido, lo trascina a morire dietro l'angolo e l'autista si affretta a ripulire la limousine.

Le parole si sono spente.

Blackjack.

PS: da domani sarò via per qualche giorno, magari qualche settimana. Scusatemi se non risponderò rapidamente ai commenti, ma appena possibile troverò il modo di collegarmi. Mi raccomando: non fate le brave e i bravi, che si vive una volta sola ;-)

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categoria: viaggi, storie, sfruttamento


maggio 29 2008

SLAVE_AA: Umanità 1

Come facciamo ad essere sempre, immancabilmente, così sicuri? Inamovibili come i nostri ideali: inchiodati al muro di cemento armato della nostra presunta normalità. Non continuate a leggere, fermatevi finché siete in tempo perché voglio farvi vomitare, riempirvi di incubi, demolire le vostre certezze. Le mie se sono già andate a ramengo da molti anni.

Ha un prezzo la dignità? Sì, come tutto e come sempre. Si può comperare e usare, la dignità, assieme alla persona che se la porta appresso. Ha un tariffario ed è sufficiente saperlo vedere.

SLAVE_AA ha 23 anni, 160 centimetri la statura, pesa 43 Kg. Il suo profilo riporta, dettagliatamente e senza alcun mistero, che ha un alto livello di sottomissione, una buona tolleranza al dolore, parla correttamente inglese, cinese e cantonese ed è disponibile per ben 96 diverse pratiche di sottomissione. Per la Società che la 'affitta' è solo una questione di prezzo: primi 3 giorni 4.500$, prima settimana 7.000$, primo mese 16.000$. Per finire in bellezza e se avete bisogno di sfogare a lungo i vostri peggiori istinti, solo 127.000$ per un anno intero: un vero affare.

Un anno durante il quale, dopo aver visionato, nella tranquillità di casa vostra e per la modica cifra di 250$, le sue fotografie e i filmati che la ritraggono all'opera, potrete godervela e farle ciò che vorrete, senza alcun problema: lei è “consenziente e se avete qualche dubbio sulla liceità delle vostre azioni, troverete un call center multilingua, attivo 24 ore su 24, in grado di rispondervi in tempo reale e confermare o meno, per la modica cifra di 70$ ogni 15 minuti di telefonata, le vostre GIUSTE aspirazioni. Sono ovviamente escluse le eventuali spese di trasferta e il tutto è da pagare alla Società anticipatamente, ma rimane un affare col cambio favorevole Euro/Dollaro.

Sorridete; non è finita. L'accorto gestore della fruttifera attività è anche prodigo di consigli. Alcune perle a seguire.

Cliente: “Quanto forte posso picchiare, con una frusta, una paletta di legno, etc... la mia schiava?”

Società: “La tolleranza al dolore delle schiave è diversa: verificatela nel loro profilo. Dovreste anche concordare, con la vostra schiava, una parola o un segnale che le consenta di farvi capire quando avete superato il limite; anche nel caso in cui sia imbavagliata e legata, quindi nell'impossibilità di muoversi e parlare”

Cliente: “Per quanto tempo posso picchiare la mia schiava?”

Società: “Dovete considerare che gli eventuali segni [ndr: se si picchia qualcuno restano dei segni] dovranno scomparire entro 12 ore. In caso contrario la Società potrà pretendere il pagamento di un extra e potrebbero esservi addebitati i costi delle cure mediche. Esiste un tariffario che vi sarà consegnato al momento della sottoscrizione del contratto.”

Cliente: “Se acquisto una schiava per un mese o un anno, posso utilizzarla anche come Segretaria?”

Società: “ Sicuramente e nessun costo aggiuntivo vi sarà addebitato: lavorare fa parte del tariffario standard per l'acquisto della schiava e le nostre schiave possiedono tutte un'ottima preparazione professionale che potete verificare nel loro profilo.”

Cliente: “Quali sono le pratiche sadomaso che posso utilizzare?”

Società: “Le pratiche sono descritte accuratamente nel profilo di ognuna delle schiave.”

E vediamole queste pratiche che i ricchi 'civili' richiedono alle loro schiave. Partiamo da quelle che SLAVE_AA è tenuta ad offrire perché comprese nel tariffario standard. Salterò quelle che tutti immaginate (anche quelli che fingono di non sapere di cosa si parla) e racconterò solo quelle meno immaginabili. I deboli di stomaco se ne vadano: i termini sono volutamente crudi per non lasciare adito a interpretazioni morbide; qui di morbido non c'è nulla.

  • Leccare e pulire il culo del padrone dopo che ha cagato e non pensate che prima le sia concesso di utilizzare la carta igienica.

  • Respirare le scorregge del padrone.

  • Andare in giro con un vibratore a telecomando infilato nella vagina o nel retto.

  • Essere utilizzata come cavalla per spostare il suo padrone in casa o come scendiletto.

  • Se il padrone ne ha voglia farsi pisciare in bocca e bersela tutta.

  • Lasciarsi frustare sulla vagina.

  • Avere delle pinzette con pesi fino a 200 grammi attaccati alle labbra della vagina.

  • Essere schiaffeggiata, anche in pubblico.

  • Leccare e pulire il wc dopo che il padrone ha espletato i suoi bisogni.

Non avete ancora vomitato o siete già fuggiti? Mancano ancora le prestazioni fuori catalogo che consentiranno al padrone, per la modica cifra di 150$ ogni dieci minuti [ndr: da pagare anticipatamente alla Società che dispone di un OTTIMO e SICURISSIMO sistema di pagamenti on line], di infilare dei conduttori elettrici, di varie dimensioni, nella vagina o nel retto della schiava e divertirsi, dopo averla legata, a simulare una sedia elettrica. Esiste anche l'alternativa delle pinzette elettriche collegate ai capezzoli, o alla lingua, oppure al naso. E magari, qualcuno particolarmente generoso, potrebbe trarre una soddisfazione estrema dall'usarle tutte assieme e osservare, attento e gaudente, i muscoli della sua schiava contrarsi senza controllo, la saliva che le cola dalla bocca, e lei che si piscia addosso.

Una pratica simile, molto in voga ultimamente, potrebbe rivelarsi pericolosa e qui, come sempre, in aiuto dei preziosi padroni, ad evitare che si infilino nei guai, arrivano i suggerimenti della Società: “Siate prudenti, durante i vostri giochi con la corrente elettrica [ndr: notate come sono attenti?] e non dimenticate mai che la vostra schiava non è un manichino insensibile, ma una persona 'disponibile' e che 'prova piacere' grazie alle vostre attenzioni. Un piacere che potrebbe diventare 'difficile da sopportare' se troppo intenso. Concedetele delle pause, vezzeggiatela ogni tanto e la vostra schiava vi darà il massimo”.

Ah, tanto per chiarire e chiudere questo 'piacevole' excursus nella normale e civile quotidianità: non pensate nemmeno per un attimo che i clienti siano solo sporchi e depravati uomini. Le donne clienti stanno aumentando in modo vertiginoso e la Società, attentissima alle richieste, comunica soddisfatta che il 35% della loro selezionatissima clientela è femminile e, in futuro, dedicheranno maggiore attenzione nella scelta delle schiave destinate a questo importantissimo segmento di mercato.

Tutto fatturabile, deducibile, legale e (quasi) alla luce del sole.

Blackjack.
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categoria: ipocrisia, sfruttamento, schiave


maggio 14 2008

Metafore

Mi capita, nei pochi sprazzi di 'pensiero serio' che mi colpiscono, di provare a ricollocare e classificare la vita all'interno di un tavolo da gioco. Non la mia, che sarebbe banale e riduttivo; la mia vita, ha ben poco da classificare e ricollocare, ma la 'vita' in generale.

Beh, tutte le volte è una sorpresa che riesce ancora a meravigliarmi, constatare le tremende assonanze che esistono fra un tavolo da gioco e la vita di tutti i giorni. Fossi portato alla filosofia, aspetto che non è mai entrato a far parte delle mie corde, potrei essere nella condizione di generare trattati su trattati.

Come l'altra sera. Mi avevano invitato a un tavolo privato, gente che conosco, ma con la quale non giocavo da anni. Niente di particolarmente impegnativo, ma comunque un bel tavolo e, senza strafare, ero riuscito a raggranellare un discreto gruzzoletto. L'ho sperperato, tutto o quasi, nelle ultime due giocate lasciandomi trascinare dal gioco, come un dilettante e senza riuscire a mantenere quella distanza, quella sana dose di cinismo che è necessaria; sempre o quasi sempre.

Ci capita anche nella vita normale di avere delle opportunità; alcune le sappiamo cogliere, altre non le vediamo neppure, molte le perdiamo per la nostra incapacità di riuscire a mantenere un giudizio asettico. Succede quando si parte con un'attività nuova, quando inizia una storia d'amore, quando pianifichiamo un investimento e in molti altri episodi che siete sicuramente in grado di identificare da soli, senza la mia lista.

Ho ragionato, spesso, su questo aspetto e non sono mai riuscito ad arrivare a una conclusione 'finale' o almeno 'credibile'. Che volete farci, non sono un filosofo e preferisco, dopo un errore, dimenticarlo e tuffarmi su un tavolo nuovo recuperando il sano cinismo dei tempi migliori. Molto più produttivo, almeno per me, che non rimanere a martellarmi i maroni pensando al tavolo andato male.

Morto un Papa se ne fa un altro. Potrebbe essere questa la risposta finale?

Blackjack.
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categoria: riflessioni, aneddoti, denaro, azzardo


maggio 8 2008

Vecchietti...

Marciapiede. Città. Centro storico. Sono mezzo rimbambito nonostante l'orario, quasi le 10 del mattino, ma la nottata è stata lunga. Mi sono vestito a casaccio, jeans, camicia, un maglioncino blu e Superga bianche anche se ha appena smesso di piovere. Le uniche che ho trovato nel dormiveglia. Cammino rapidamente, assorto e impegnato a schivare un sole smorto che litiga con le nubi. Gli obiettivi sono, in ordine di percorso: edicola, tabaccaio e bar per la colazione.

Ma come fa la gente ad essere già pimpante a quest'ora? Non riesco nemmeno a collimare questo banale pensiero che sento una donna protestare vivacemente. Beh, per la verità smoccola in dialetto. Mi volto e la vedo mentre ancora si agita: signorotta sessantenne,  a naso 165 d'altezza, 110x110x110 le misure. Inveisce verso un ragazzo che sta correndo nella direzione opposta alla mia.

Tutto troppo rapido per me. Mentre tento di focalizzare gli eventi noto un vecchietto, il classico vecchietto da libro cuore. Cammina, ricurvo, una decina di metri più avanti sorreggendosi con uno di quei solidi bastoni da passeggio in legno stagionato. Ma rivela un'impensabile agilità. Io non ho ancora capito, ma la scena appare, nitida, mentre osservo il vecchietto inarcarsi come un giocatore professionista di golf: novello Tiger.

Lo swing è assoluto e il tum mi arriva netto. Preciso.

Il bastone piomba sullo sprinter, appena sotto le ginocchia. Una katana di legno, un boken nefasto. Non ha nemmeno il tempo di urlare. Le gambe lo abbandonano, veleggia per un attimo, ma la forza di gravità, grandissima puttana, unita alla spinta della corsa, lo proietta con la faccia sul marciapiede. Una KO micidiale e il vecchietto che si avvicina minaccioso.

Inverto la marcia e corro. Arrivo in contemporanea a un paio di Vigili, la strada fa una leggera curva e non li avevo notati, appena in tempo per evitare che il vecchietto infierisca sul nostro sprinter malcapitato. Improvvido dilettante ridotto in pessime condizioni. Voleva borseggiare la signorotta 165x110x110x110: errore madornale di valutazione.

Sorrido io, sorridono i Vigili mentre lo raccattano, un po' meno lui con gli stinchi che devono fargli un male cane, la faccia segnata dal marciapiede e l'occhio destro tumefatto dal  carpiato. Arriva anche il vecchietto che ha ripreso l'età anagrafica e cammina lentamente sorreggendosi al suo bastone. "Ho fatto la guerra io!"

Lo urla in faccia al borseggiatore, per la verità mancato borseggiatore dilettante e poi, tranquillo, come se nulla fosse successo, se ne va, con la sua andatura incerta, aggrappato alla sua katana. Sorry: al suo bastone da passeggio.

Blackjack.
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categoria: storie, vecchietti, bastoni


maggio 3 2008

Continua a meravigliarmi.

Stamattina sveglia alle undici suonate. Sono appena rientrato dopo un cappuccino e brioche, con gli avventori dell'aperitivo del sabato che osservavano sorridendo. Capita di andare a dormire alle quattro del mattino.

Ma non è di questo che voglio parlare, ma della difficoltà assoluta di riuscire a discutere con chi, votando a sinistra, si sente unto dal genio dell'intelligenza e della ragione: unico essere umano pensante di questa terra. Spesso un vero e proprio caveau inviolabile, che conserva idee, impermeabili e inamovibili: mai un dubbio e tanta autocritica alla nutella.

Oddio, non posso dar loro torto e non è difficile sentirsi superiori a uno che, come me, pratica il poco onorevole mestiere del giocatore d'azzardo per tirare a campare: che cultura posso aver accumulato disperdendo il mio tempo e le mie energie, poche o tante che siano, fra un tavolo di poker, uno di black jack e qualche fiche buttata in uscita e a casaccio, sul mosaico della roulette?

Nonostante questo riesco ancora a meravigliarmi dell'assurdità di certe posizioni. Le ultime due discussioni erano focalizzate, una sul dato di fatto, credo incontestabile, della pochezza della Pubblica Amministrazione italiana che, salvo rari casi, è più un problema che un vantaggio e l'altra sulla considerazione che, uno come Grillo, sicuramente aveva tratto grossi vantaggi economici dalla sua attività di 'guru vaffanculista' della rete.

Non ci crederete, ma in entrambi i casi sono comparsi i soliti, rigorosi e intellettualmente superiori elettori di sinistra che, a spada tratta, hanno trovato il modo di sostenere che la Pubblica Amministrazione italiana funziona bene almeno tanto quanto quella Statunitense o quella Francese, giusto per citare due esempi emersi durante la discussione. La conclusione finale, un classico: la Pubblica Amministrazione italiana e le persone che ci lavorano, sono dei 'santi' maltrattati da un sistema perverso e le considerazioni di un sotto acculturato come me, sono sempre generaliste, quindi intrinsecamente false, quindi inapplicabili e indegne. Vabbé, contenti loro...

Uno spasso invece, le considerazioni su Grillo; dopo la scoperta che guadagna 4 e rotti milioni di euro all'anno grazie alle sue sceneggiate e alla porcata di Visco di pubblicare in rete le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. Le vie dell'inferno, come ben si sa, sono lastricate di buone intenzioni; così mi sono ritrovato ad avere torto anche quando mi sono permesso di ricordare che, più di un anno fa e in una discussione simile, mi ero preso la briga di fare due conti e ipotizzare, a fronte del numero dei contatti del suo blog, delle vendite dei gadget vaffanculisti e del numero degli spettacoli, un'entrata annua molto vicina a quella ora comparsa su tutti i giornali.
Non ci crederete, ma gli stessi che un anno fa mi dicevano che scrivevo numeri a caso, hanno iniziato a sostenere che i miei calcoli di allora loro, gli unti dall'intelligenza e dal sapere, già li conoscevano. A nulla è valso riprendere i commenti del tempo e mostrarli (qualcuno lamentava di un Grillo prossimo alla povertà, per colpa dell'esilio televisivo, e impegnato a raccogliere fondi per foraggiare il suo movimento alternativo): sono e rimango un sotto acculturato di destra.

Che poi è vero che sono sotto acculturato e che questa sinistra polenta e radicchio, non mi piace per nulla; lo so da me. Il problema non è questo; il problema sono loro, gli unti di sinistra che, nonostante le ripetute pappine, continuano imperterriti ad alimentare le loro insensate chimere. Per favore: che qualcuno glielo spieghi che la perfezione non è di questo mondo. A volte, raramente, succede anche a me di perdere a carte ;-)

Un buon fine settimana.

Blackjack.
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categoria: discussioni, politica, normalità


aprile 29 2008

Ma quando impareranno?

Non vi nego che sto sorridendo da quando, nel tardo pomeriggio, è stata confermata la vittoria per 7 punti di Alemanno a Roma. Lo sapevano tutti (quelli che scommettono almeno), tranne quelli del PD. Ma dico, a chi cavolo è che commissionano i sondaggi? Alla solita cooperativa rossa?
Potrebbero risparmiare un sacco di soldi (dei contribuenti) e avere notizie migliori se solo consultassero le quotazione degli allibratori inglesi: datevi una mossa, retrogradi!

L'altra cosa che mi ha divertito, è stato il taglio degli interventi televisivi dei vari direttori di giornale. Mitico quello di "ex Lotta Continua" Paolino Mieli; si è spinto, nella sua profonda analisi, nel senso che è talmente in fondo che non si vede proprio, fino ad affermare che il PD ha sbagliato, nelle ultime due settimane, a demonizzare l'avversario mettendosi a parlare di croci celtiche e pericolo per la democrazia.
Su RAI 1 la giornalista intercalava il commento sulla sconfitta rutelliana con un esilarante "povero Veltroni": da scompisciarsi dalle risate.

Erano, i dichiaratori, gli stessi che da anni sparavano addosso al centrodestra e ora sono partiti, per la tangente, con l'operazione di... accerchiamento del nemico. O ex nemico? Patetici.

Il Paolino Mieli poi, che tornava al Corriere svoltando a sinistra: un mito dei portabandiera. L'altra, l'annunciatrice del TG1, aveva almeno la scusa che è una semplice mezzobusto e leggeva dal gobbo.

Vabbé. Solita italica informazione: inutile e fatisciente. E' tardi, vado a nanna e vi saluto. Oggi è un altro giorno, e senza Rutelli Sindaco di Roma è un giorno migliore. Non è che, per caso, mandano a lavorare pure lui? Impossibile dite? Già, gli ex radicali, ex verdi, ex atei, ex tutto, sono difficili da incastrare :-)

Blackjack.
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categoria: politica


aprile 27 2008

Telefonate

Non sono mai stato un amante delle tecnologie che consentono di capire dove siamo e raggiungerci, in ogni momento e senza possibilità di fuga.
Il mio rimedio, di solito, è quello di staccare quegli aggeggi infernali - leggi telefonino - almeno nel fine settimana, ma a volte succede, complice l'età, che me ne dimentichi. Come stasera.

Avevo pianificato i prossimi giorni a dovere, non mi capita quasi mai, e ben mi sta: tutto da rifare. L'altra fregatura è che non so resistere alle provocazioni, non le sopporto, specialmente se a lanciarle è una persona che non stimo. Una debolezza, lo ammetto.

Passerò i prossimi giorni a pensare e poi andrò a sedermi a un tavolo senza posta: la situazione peggiore nella quale mi possa infilare. Domani inizierà la trattativa sulle carte da usare, il posto, le luci, le persone che potranno assistere, il Croupier. Una serie interminabile di discussioni per definire ogni più piccolo dettaglio. L'unico obiettivo è innervosire l'avversario, portarlo al limite, studiare la sua capacità di controllo.

Non serviranno, conosco benissimo il Gran Lupo Mannaro che mi attende e non si lascia spaventare, ma la litania deve essere recitata e si giocherà a modo mio, dove dico io.
Ci siamo già sbranati, un paio di volte, e il risultato sono state ferite sparse, per entrambi. Questa volta niente ferite, voglio la sua gola. Azzannarlo alla giugulare, affondare i denti e leccare il sangue. Osservarlo mentre si spegne, lentamente, goccia dopo goccia e gustare il suo sapore.

Io sono il Lupo e non doveva svegliarmi!

Blackjack.
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categoria: sfide, azzardo


aprile 22 2008

Torniamo al gioco...

Basta post politici, non servono a nulla e quindi meglio evitare.

Tornato ieri sera da Kiev, con qualche apprensione perché avevo un biglietto Alitalia e, sapete com'è, c'era il rischio concreto che fallisse e lasciasse tutti a Kiev. Non che mi dispiacesse rimanerci, ma stamattina avevo un appuntamento a Milano.
Meglio parlare di Kiev. Giornate interessanti con un discreto tavolo al Casinò del Premier Palace. Dovesse capitarvi di andare a Kiev il Premier Palace è uno degli Hotel che vi consiglio, anche se non è propriamente economico, ma per una volta potrebbe valerne la pena. Nell'ordine i vantaggi:

1) le receptionist più carine che abbia mai visto;
2) una cucina esageratamente buona: era molto tempo che non mangiavo un sushi quasi perfetto;
3) un Night Club vecchio stampo con spettacoli di cabaret ben fatti e delle figliole da infarto: mi sono innamorato circa 40 volte in un paio d'ore scarse.

Il Casinò invece, se non siete del giro, meglio evitarlo: hanno coniugato perfettamente il peggio delle mentalità americana e russa, quindi... meglio lasciarlo perdere anche se l'ambiente è molto bello.

Ma non è di questo che voglio parlarvi, bensì di due episodi unici, che si verificano, per ora, solo in questi paesi. Il primo è di sabato scorso, sera dopocena. Stavo camminando, in compagnia di un amico locale, sulla Kreshatik - la via principale di Kiev - quando notiamo un capannello impressionante di persone. Ci avviciniamo e scopriamo che l'interesse del capannello era per il primo violino dell'Opera di Kiev che si stava esibendo per strada!

Erano anni che non ascoltavo un virtuoso del violino di un simile livello ed era lì, per strada, con il suo impianto di amplificazione, la custodia del violino per terra a raccogliere le offerte e la gente intorno, silenziosa, ad ascoltare e applaudire. Era anche una bella serata.

Il secondo l'ho scoperto domenica mattina. A Kiev la Pasqua si festeggia il 27 Aprile, col vecchio calendario gregoriano, e qualche 'pazzo' aveva costruito la riproduzione di alcuni dei monumenti di Kiev utilizzando... uova sode colorate. Ho fatto un paio di fotografie e, questa volta è una promessa, domani le posterò lottando strenuamente, fino alla vittoria, contro la mia congenita non conoscenza delle tematiche tecniche.

Però ne vale la pena.

Blackjack.
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categoria: viaggi, giochi, relax, maestro